Le condizioni di vita e di studio degli universitari dagli anni novanta a oggi raccontate attraverso l’indagine Eurostudent (aggiornamento alla Settima Indagine)
Le condizioni di vita
3. Le condizioni di vita: i modi di abitare (%)



? La maggioranza degli studenti studiano vivendo con la famiglia di origine.  Nonostante limitate oscillazioni registrate nei quindici anni dall’Indagine, tre studenti italiani su quattro studiano vivendo “in famiglia”.

? Negli anni post-Riforma si registra una diminuzione della quota di studenti che vivono “fuori casa” rispetto al periodo precedente.

? La quota di studenti che durante gli studi vivono “in famiglia” cresce negli anni post-Riforma in conseguenza di un sensibile aumento del pendolarismo. Dei tre studenti su quattro che studiano “in famiglia”, due sono pendolari e uno in sede.

 

Vivere con la famiglia di origine durante gli studi è il modo di abitare prevalente tra gli studenti italiani. Con piccole variazioni nel corso dei quindici anni, l’Indagine registra la sostanziale stabilità di una situazione che accomuna l’Italia ad altri paesi del sud Europa e che distingue questi paesi dalla situazione prevalente nel nord Europa. Questo modo di vivere è più diffuso nelle grandi città  grazie a un’offerta di formazione ampia e diversificata (spesso da parte di più atenei) che rende più probabile poter studiare rimanendo “in famiglia”.

Negli anni del post-Riforma l’Indagine ha registrato un significativo rafforzamento di una situazione già largamente maggioritaria fra gli studenti; ma l’aumento degli studenti che vivono “in famiglia” è conseguenza soprattutto del forte aumento del pendolarismo (vedi scheda n. 4).

L’aumento del pendolarismo ha ridotto anche la quota di studenti che vivono “fuori casa”. Fra gli studenti fuori sede che vivono in appartamenti in condivisione, è più alta della media la quota di quanti provengono da famiglie in condizioni sociali di vantaggio: tali famiglie hanno maggiori disponibilità economiche per affrontare i costi degli affitti. Ciò nonostante, il vivere in appartamento è molto diffuso anche fra gli studenti provenienti da famiglie meno abbienti, a causa anche dell’insufficiente offerta di alloggi del sistema DSU.

La percentuale di studenti “fuori casa” è più alta della media nelle università del Centro e del Nord-Est. Ciò è probabilmente riconducibile alla presenza, in queste aree geografiche, di poli universitari di grandi dimensioni, con un’ampia offerta formativa e una buona capacità di attrazione di studenti anche al di fuori del proprio territorio di riferimento (fra le altre Roma, Padova e Bologna).

La percentuale di coloro che usufruiscono di alloggi DSU rimane sostanzialmente stabile in tutto il periodo osservato e cronicamente bassa rispetto alle medie europee. In realtà l’Indagine ha registrato l’effetto di una pur limitata crescita dell’offerta di alloggi; essa ha avuto luogo parallelamente ad un consistente aumento della popolazione studentesca negli anni post-Riforma e alla collegata crescita della domanda di alloggi. L’Indagine fotografa l’effetto combinato di queste tendenze con la contrazione, che si registra nei primi anni post-Riforma, della già ridottissima percentuale di studenti che vivono in alloggi DSU. Tale contrazione appare compensata dall’effetto dell’incremento dell’offerta di alloggi che si è avuta negli anni più recenti. 

 

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